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Sequestro preventivo: 10 giorni perentori per il riesame. Valutazione telefonica immediata.

Studio Legale RomanoBancarotta e reati d'impresa

Bancarotta Fraudolenta Roma

Roma: Difesa: Difesa Penale Bancarotta Fraudolenta Romano

Nei gruppi l'operazione infragruppo si difende sul vantaggio compensativo (art. 322 CCII, Tribunale di Roma, pena 3-10 anni, difesa penale). Chiami subito.

A cura di Avv. Massimo Romano, penalista cassazionistaAggiornata al 7 minuti di lettura

In sintesi

Il reato è previsto dall'art. 322 CCII ed è punito con la reclusione da 3 a 10 anni. Il procedimento si svolge davanti al Tribunale di Roma. Il sequestro preventivo si impugna con richiesta di riesame entro dieci giorni dalla notifica.

Quale tribunale è competente a Roma

Il procedimento penale per bancarotta fraudolenta che riguarda un'impresa con sede a Roma si radica davanti al Tribunale di Roma. Le indagini sono condotte dalla Procura della Repubblica presso lo stesso tribunale, che riceve la relazione del curatore.

Nei reati fallimentari la competenza segue il luogo in cui è stata dichiarata l'apertura della liquidazione giudiziale, non la residenza dell'indagato né la sede legale formale: è il primo elemento da verificare quando la società ha trasferito la sede negli anni precedenti al dissesto.

La richiesta di riesame contro il sequestro preventivo si presenta al tribunale del capoluogo della provincia in cui ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento (art. 324 comma 5 c.p.p.): per Roma è il tribunale della stessa città. Il termine è di dieci giorni dall'esecuzione del sequestro.

L'appello contro la sentenza di primo grado si propone alla Corte d'appello di Roma, nel cui distretto ricade il circondario di Roma.

Lo stesso distretto comprende i circondari di Cassino, Frosinone, Latina, Rieti, Tivoli, Velletri e Viterbo: è il perimetro entro cui si formano gli orientamenti che la Corte d'appello applica anche ai procedimenti di Roma.

Uffici giudiziari competenti per Roma
Indagini e primo gradoTribunale e Procura di Roma
Riesame del sequestroTribunale di Roma (art. 324 c.p.p.)
AppelloCorte d'appello di Roma
LegittimitàCorte di cassazione, Roma

Quando il trasferimento avviene dentro il gruppo — Roma

Nei gruppi societari le contestazioni di distrazione nascono spesso da operazioni infragruppo: finanziamenti alla controllante, cessioni di rami d'azienda fra società collegate, accordi di tesoreria accentrata, prestazioni di servizi remunerate con criteri interni.

Il vantaggio compensativo

L'appartenenza a un gruppo non è di per sé una giustificazione, ma non è neppure indifferente. La difesa si costruisce dimostrando che l'operazione contestata, isolatamente svantaggiosa per la singola società, trovava contropartita in vantaggi riconducibili all'appartenenza al gruppo: accesso al credito a condizioni migliori, servizi centralizzati, sinergie commerciali, garanzie ricevute in altre occasioni.

La materia trova il proprio riferimento civilistico nell'art. 2497 c.c., che disciplina la responsabilità di chi esercita attività di direzione e coordinamento e valorizza il risultato complessivo dell'attività di direzione unitaria.

Che cosa serve dimostrare, e con che cosa

Il vantaggio compensativo non si afferma, si documenta: contratti infragruppo, condizioni praticate, flussi finanziari nelle due direzioni, delibere che diano conto della ragione dell'operazione. La ricostruzione richiede quasi sempre una consulenza contabile capace di leggere il gruppo come insieme e non la singola società come entità isolata.

Quando la struttura comprende società estere, alla ricostruzione economica si aggiunge la verifica della sede effettiva dell'amministrazione, che apre profili ulteriori di natura tributaria.

Se la carica era in una società di capitali

Nelle società di capitali la contestazione segue le deleghe. Un consiglio di amministrazione con deleghe operative distribuite produce posizioni diverse: l'amministratore delegato che ha eseguito l'operazione, il consigliere delegante che avrebbe dovuto vigilare, il presidente privo di poteri gestori.

La difesa lavora sui verbali: quando la delibera è stata assunta, chi ha espresso dissenso e con quale motivazione, quali informazioni erano state messe a disposizione del consiglio. Un dissenso annotato a verbale ha un peso processuale che una contrarietà rimasta orale non ha.

Rileva anche la successione nel tempo delle cariche: l'amministratore subentrato a crisi già avviata risponde delle operazioni compiute durante il proprio mandato, e la delimitazione temporale è il primo elemento da fissare con la documentazione camerale.

Se il procedimento non è ancora iniziato

Molti si rivolgono a un penalista quando la liquidazione giudiziale è stata aperta ma nessun atto è ancora arrivato. È la condizione più favorevole, e insieme quella in cui si perde più tempo, perché l'assenza di notifiche viene scambiata per assenza di rischio.

In questa fase il curatore sta esaminando la documentazione e preparando la relazione destinata al pubblico ministero. Le scritture contabili, i contratti e i movimenti bancari degli ultimi esercizi sono già nelle sue mani; quello che manca è il contesto delle singole operazioni, che solo l'imprenditore può fornire.

Il lavoro utile consiste nel ricostruire quel contesto prima che la relazione sia depositata: raccogliere la documentazione presso il commercialista, recuperare i giustificativi delle operazioni che appariranno anomale, mettere per iscritto le ragioni economiche delle scelte compiute. Un chiarimento fornito in questa fase evita una contestazione; lo stesso chiarimento fornito due anni dopo deve smontarla.

Un secondo profilo: misure cautelari personali — Roma

Nella maggior parte dei procedimenti per bancarotta le misure sono di natura reale e colpiscono il patrimonio. Quando invece viene richiesta una misura personale, il quadro cambia: occorrono gravi indizi di colpevolezza e almeno una delle esigenze cautelari previste dal codice, cioè il pericolo di inquinamento della prova, di fuga o di reiterazione del reato.

Le misure che si incontrano in questa materia

Accanto alle misure coercitive, nei dissesti d'impresa hanno particolare rilievo quelle interdittive, come la sospensione dall'esercizio di uffici direttivi delle persone giuridiche. Per un imprenditore ancora operativo l'effetto pratico può essere più incisivo di un obbligo di dimora.

L'impugnazione e l'interrogatorio

Contro l'ordinanza che dispone una misura cautelare personale è ammessa la richiesta di riesame al tribunale della libertà, ai sensi dell'art. 309 c.p.p., con termini stringenti e con la possibilità di enunciare nuovi motivi fino all'inizio della discussione.

Prima ancora, l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice che ha disposto la misura è il primo momento di contraddittorio effettivo. Presentarsi con una ricostruzione documentale già impostata, invece che con dichiarazioni generiche, è ciò che distingue un interrogatorio utile da uno che si limita a confermare il quadro dell'accusa.

Avv. Massimo Romano, penalista cassazionista, nel proprio studio

Avv. Massimo Romano


Penalista Cassazionista — Ordine di Napoli n. 14553

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Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista | Ordine Avvocati Napoli n. 14553 | Abil. Cassazione 23/10/2015

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Approfondimento: reati tributari connessi — Roma

Nei procedimenti per reati fallimentari la contestazione di bancarotta arriva spesso accompagnata da imputazioni fiscali fondate sul d.lgs. 74/2000: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Perché le due accuse si presentano insieme

La ragione è nei fatti prima che nel diritto: lo stesso disordine contabile che impedisce al curatore di ricostruire il patrimonio è quello che rende inattendibili le dichiarazioni fiscali. Da un unico accertamento della Guardia di finanza nascono così due binari, con presupposti e termini diversi.

La sovrapposizione più delicata riguarda i documenti contabili: la distruzione o l'occultamento può integrare tanto la bancarotta documentale quanto la fattispecie tributaria, e la relazione fra le due contestazioni va verificata caso per caso sui fatti concretamente addebitati.

Il profilo patrimoniale

Sul versante cautelare la conseguenza è pesante: alle misure disposte nel procedimento fallimentare si aggiunge il sequestro finalizzato alla confisca del profitto del reato tributario, che può colpire beni personali fino alla concorrenza dell'imposta evasa. La difesa deve coordinare le due impugnazioni, perché una strategia efficace su un fronte può indebolire l'altro.

Va infine considerato il rapporto con l'accertamento amministrativo, che prosegue in parallelo e ha regole probatorie proprie.

Fonti normative

Il testo vigente delle norme citate in questa pagina è consultabile su Normattiva, la banca dati ufficiale della legislazione italiana.

Definizioni alternative a confronto — Roma: Difesa: Difesa Penale Bancarotta Fraudolenta Romano
IstitutoBeneficioEsito sulla fattispecieNorma
Applicazione della pena su richiestafino a un terzoammesso solo se la pena concordata resta entro i cinque anniart. 444 c.p.p.
Giudizio abbreviatoun terzosul minimo edittale di tre anni la pena scende a due anniartt. 438 e 442 c.p.p.
Riparazione del dannofino a un terzoattenuante comune, cumulabile con il rito premialeart. 62 n. 6 c.p.
Pene sostitutivesostituzione della detenzioneentro i quattro anni di pena inflittaart. 20-bis c.p.
Messa alla provaestinzione del reatoesclusa: il massimo edittale supera i quattro anniart. 168-bis c.p.

Fonti: artt. 62 n. 6, 131-bis, 163, 168-bis, 20-bis c.p.; artt. 438, 442, 444 c.p.p.

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